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DIGA DEL VAJONT - Palestra di roccia - Loc. Moliesa

SABATO 28 SETTEMBRE 2013 - ORE 20.30

IL CANTO E LA MEMORIA - VAJóNT 1963 -  TRAGEDIA  DELL’INSENSATEZZA CIVICA

Oratorio  per voci recitanti, coro, soli, orchestra e registrati sulla XII stazione della "Via Crucis Ora Zero" di Luigi Candoni

con

CORO ALPINO COL DI LANA diretto da Sabrina Carraro

TEATRO ORAZERO Roma,Padova, Udine,Vittorio Veneto:

voci recitanti: Mariateresa Dalla Vedova, Francesco Santin, Alessandra Bressan, Davide Nucilla

Con la partecipazione di :

Mariagrazia Marcon - soprano

Paolo Carraro- Violoncello

Aris Ramus  - Bandoneon/Fisarmonica

Il Convito Musicale - Percussioni

Luci: HI-TECH Service

 

Nota di presentazione

La ferita della tragedia del Vajónt - 9 ottobre 1963 - era ancora aperta quando Luigi Candoni scrisse  "L'altra diga" Apocalisse in 2 tempi - dedicata ai sopravvissuti di Longarone, Erto, Casso e la presentò  al Premio Vallecorsi 1964 dove fu premiata con Coppa del Ministro delle Partecipazioni Statali.

Sullo sfondo dell'apocalittica sciagura con le sue duemila vittime colte nel sonno da una morte orrenda, s'inizia il rimpallo delle pesanti responsabilità da parte di componenti della Dinastia Nazionale dell'Oro. L'altra diga, appunto, cementata dai peccati dei secoli, fatta di omertà, paura, superbia, vigliaccheria, indifferenza.

"L'altra diga - scrisse Candoni - vuole essere un richiamo alla responsabilità civica. Perché le responsabilità di ogni nostro atto gravano su di noi per sempre".

L'Oratorio "Vajónt: la tragedia dell'insensatezza civica" riprende, con rinnovata intensità di emozioni e di memoria, il 4° quadro dell'opera, così come lo stesso Candoni l'aveva inserito nella 12^ stazione di "Via Crucis Ora Zero" rappresentata a Udine nel 1972, alla presenza di Papa Paolo VI°, in occasione del Congresso Eucaristico Nazionale svoltosi nella città friulana.

Dal mare di fango riemergono le voci dei morti che ci inducono ad una  profonda ed urgente riflessione: "Se una grande sciagura che si abbatte sull'umanità non ci insegna qualcosa, non ci rimane che benedire la sventura e maledire l'uomo".

E poi continuano col riportarci alla memoria i semplici e dolci piaceri della vita, le piccole gioie quotidiane, le ansie, le delusioni di ogni giorno, le paure: "Tòc in friulano vuol dire marcio, ma solo quando il monte Tòc precipitò nel lago capirono che la diga del Vajónt, con le spalle ancorate al Tòc, non andava fatta...".

E ancora ci ricordano le colpe dei potenti, la neghittosità dei dipendenti, la tragica rapidità di quegli ultimi attimi, la sorda lentezza dei provvedimenti, in un flash-back doloroso di umano sentire che i canti, la musica e i silenzi rendono ancor più straziante.

L'Oratorio si propone come una presa di consapevolezza, una charificazione dei sentimenti, una doverosa riflessione e suggerisce una possibile scelta di impegno e responsabilità: " Tra i più nobili sentimenti dell’uomo esiste quello del senso civico questa del Vajónt è la tragedia dell’insensatezza civica!"

" Perché non si ripeta, ogni uomo deve pensare all’altro uomo come a una parte di sé stesso..."

"Per ognuno che muore, sono io che muoio. A brandelli la mia vita ho appeso sui volti che mi accostarono. In quel mosaico io mi specchiavo. Ora, ad ogni parte che si perde è una parte di me che se ne va per sempre"

 

 

 

L'Autore del testo: LUIGI CANDONI

Nato ad Arta Terme il 2 ottobre 1921, spentosi a Udine il 13 agosto 1974, è autore di un centinaio di commedie; ha fondato e diretto la Rivista di studi teatrali e la Compagnia TEATRO ORAZERO; per oltre un ventennio è stato l’esponente più in vista del teatro d’avanguardia italiano. Ha tradotto opere di Tenessee Williams, Tankred Dorst, Eugène Ionesco  e Samuel Beckett.

Molte sue commedie, rappresentate in Italia e all’estero, hanno ottenuto premi in concorsi nazionali ed alla televisione. Tra i maggiori successi, “Un uomo da nulla” (Teatro La Fenice di Venezia, interpreti principali Ivo Garrani, Enrico Maria Salerno, Diana Torrieri); “Nessuno è solo”  (Premio RAI-TV 1959); “Eva nacerà domani” (Teatro delle Arti di Roma, con la Compagnia Pilotto-Lupo); “Desiderio del sabato sera” rappresentato nel 1958 dallo Stabile di Genova e che per anni è stato replicata in vari teatri della  allora Cecoslovacchia.

Il teatro di Candoni si divide in due filoni: i divertimenti fantastici, intessuti di fredda satira, ed i drammi storico-sociali. Tra questi ultimi “Edipo a Hiroshima” (primo premio della Pro Civitate Christiana di Assisi 1961 e premio Istituto Dramma Italiano di St. Vincent 1963 - Teatro Stabile di Torino), rappresentato da quattro diverse formazioni italiane ed in Cecoslovacchia, Spagna  e Giappone, e “Sigfido a Stalingrado”, messo in scena  dallo Stabile di Firenze, a Gand (Belgio), in Argentina, dalla televisione cecoslovacca di Bratislava, dal Teatro Nazionale di Madrid, dallo Stabile di Bolzano e a New York dove è andato in scena con successo anche “The tip of the bayonet”.

Il radiodramma “Nebbia”, trasmesso dalla rete radiofonica Rai-TV in stereofonia è stato ripreso nelle rispettive lingue dalle radio Belga, Francese, Olandese, Cecoslovacca e Sudafricana.

La costante fondamentale delle migliori sue opere è il transrealismo (cioè la ricerca del profondo ordito della verità oltre realtà e finzione, sostanza ed apparenza) di cui il lavoro più rappresentativo è “Hippy End” che segue “Nessuno muore”, “Le olimpiadi dei Clowns”, “L’altra diga”, “Dolci smemorie”, “La verità”, “Via Crucis Ora Zero”.

Candoni, inoltre, ha scritto tre romanzi che compongono la trilogia della “Grande ricerca”: “Valpino”, “Valp l’ultimo eroe”, “La poltrona elettrica” da cui ha tratto il dramma omonimo, preseentato in prima nazionale al Festival del Teatro d’Avanguardia “Ricerca 1” di Firenze nel 1972.

In friulano: “Desideri di sabida sera”, “Strissant vie pe gnot (Caino)” e una raccolta di versi: “Lontan da voi”.

Da ultimo aveva orientato l’attività verso lo sviluppo della didattica e dell’animazione teatrali, promuovendo offplays culturali e incontri teatro-scuola.

 

Gli interpreti: 

CORO ALPINO "COL DI LANA":

 Il ‘Coro Alpino Col di Lana di Vittorio Veneto’ nasce nel 1974 per iniziativa di alcuni amici, membri del Gruppo Alpini Cozzuolo della Sezione ANA di Vittorio Veneto.

Dagli inizi il Coro è stato diretto da don Giovanni Della Giustina, maestro organista e direttore nella Cattedrale di Vittorio Veneto, poi dal 1991 e fino ad oggi la direzione è passata nelle mani di Sabrina Carraro.

Dopo un periodo di ‘assestamento’ il ‘Col di Lana’ decide di intraprendere  un serio lavoro di studio e perfezionamento della tecnica vocale che continua tuttora e di perseguire la formazione di un vasto repertorio che spazia dalle più classiche cante alpine, canti di guerra, popolari e liturgiche sia tradizionali che d'autore. 

Ogni anno il Coro partecipa alle Adunate Nazionali degli Alpini esibendosi nei concerti ufficiali.                  La consueta intensa attività concertistica lo porta in diverse regioni d'Italia e all'estero e fa sì che il ‘Col di Lana’ si onori di esibirsi in una trentina di appuntamenti all’anno tra concerti ‘tradizionali’, eventi e animazioni liturgiche.

Tra queste ricordiamo nel 2009 la collaborazione con RAI 2 e il Ministero delle Politiche Agricole per la realizzazione della puntata di ‘Qualitaliadop’ dedicata a Veneto e Liguria registrata nella splendida cornice del ‘Castrum’  di Serravalle. Nel 2011 ‘Vi racconto Efrem’ serata ideata dal ‘Col di Lana’ per ricordare il nostro illustro concittadino, maestro Efrem Casagrande che ha avuto quale conduttore e voce narrante il maestro Bepi De Marzi. Nel dicembre dello stesso anno il Coro ha rappresentato le Regioni Veneto e Friuli al ‘Concerto di Natale della Coralità di montagna’ che si tiene annualmente alla Camera dei Deputati: esperienza unica che fregia in maniera straordinaria la storia del ‘Col di Lana’. Annualmente organizza due rassegne nel periodo natalizio a sostegno dell' a.i.l., Associazione Italiana contro le Leucemie, Linfomi e Mieloma, associazione che affianca da oltre 25 anni. Da diversi anni annovera una qualificata e qualificante collaborazione con Franco Santin e Mariateresa Dalla Vedova di ‘Teatro Orazero’ con i quali ha ideato, organizzato e perfezionato importanti eventi culturali principalmente a carattere storico rievocativo. Tra tutti vogliamo ricordare ‘LA NOTTE DELLE VOCI DAL FRONTE’ nel 2008 indimenticabile rievocazione storica nell’Ottantesimo dalla fine della Grande Guerra, ‘IL CANTO E LA MEMORIA’ incentrato sulla figura degli alpini presentato in diverse località e per diverse ricorrenze, nel 2012 ‘I TANDURA: STORIA DI UNA FAMIGLIA AL VALORE’ rievocazione storica dell’eroica famiglia vittoriese raccontata e cantata a più voci.

 Diverse le produzioni musicali ‘Un canto per un sorriso’ del 2003, ‘Cantando’ del 2004 e ‘Oraeallora’ nel 2009. Nel 2011 in occasione del 150mo dell’ Unità d’Italia, il ‘Col di Lana’ è stato contattato dalla redazione de IL MATTINO di Padova, LA TRIBUNA di Treviso e LA NUOVA Venezia per confezionare un cd di canti alpini che potesse essere acquistato insieme ai tre quotidiani nei giorni dell’Adunata di Torino: così il Coro ha prodotto  ‘Alpini al 150°’  diventato colonna sonora ufficiale di quella storica adunata.

 

TEATRO ORAZERO Roma – Padova – Udine – Vittorio Veneto

sorge a Roma nel 1958, per iniziativa del commediografo friulano Luigi Candoni, come compagnia Stabile del Festival delle Novità-Centro Teatrale d’Avanguardia e come rivista di studi teatrali, imponendosi poi all'attenzione con la presenza di formazioni teatrali di primaria importanza su tutto il territorio nazionale. Ha avuto interpreti di spicco nel panorama teatrale: da Paola Borboni a Valentina Fortunato, Valeria Valeri, Scilla Gabel, Diana Torrieri, Pina Cei, Enrico Maria Salerno, Corrado Pani, Alberto Lupo, Gastone Moschin, Renzo Giovanpietro, Ivo Garrani, Virginio Gazzolo, Renato De Carmine, Mario Chiocchio, Ennio Balbo ed Altri; e registi determinanti nello sviluppo del teatro del novecento italiano, come Gianfranco De Bosio, Andrea Camilleri, Lucio Chiavarelli, Roberto Guicciardini.

Con la direzione artistica di Francesco Santin, regista, attore e docente, l'attività di Teatro Orazero di Vittorio Veneto - associazione culturale di promozione, diffusione, produzione, sperimentazione e ricerca teatrale, ultimo Testimone  dell’eredità culturale e della tensione ideale di Luigi Candoni e del suo Teatro - "si è sempre distinta per la profondità e l'attualità dei temi trattati che hanno avuto, costantemente, come punto focale l'Uomo e la sua ricerca della Verità, la perfetta simbiosi tra parola, gesto, suoni e immagini, insieme alla rigorosità del metodo e della ricerca, alla vivacità, alla freschezza delle soluzioni sceniche e registiche".

Oggi, Teatro Orazero può vantare una produzione di centinaia di opere del teatro classico e contemporaneo - Eschilo, Sofocle, Euripide, Pirandello, Lorca, Neruda, Sartre, Candoni, Durrenmatt, Gogol, Moretti, Dickens, Shakespeare, Dursi, Wojtila, Osborne, Bruni, Strehler, Soynka, ecc. - e altre centinaia di corsi di formazione e di laboratori in scuole di ogni ordine e grado, in istituzioni educative, comunità terapeutiche, associazioni, parrocchie, comuni; oltre a registrazioni, Lp, CD, partecipazioni video e radiofoniche. Da sempre ha collaborato e collabora con artisti e  formazioni musicali strumentali e vocali tra cui: Mansueto Viezzer, Carlo Rebeschini, Lazar Berman, il Gruppo Strumentale Veneto "Gian Francesco Malipiero", Il Convito Musicale, The American Folk Song Group, Coro "San Daniele", Coro ANA, Coro Monte Cimon, I Cantori di Santomio, Coro Alpino "Col di Lana". Dal 1969 ha avuto suoi centri di collegamento teatrale a Praga, Bratislava, Belgrado, Ljubljana, Zagabria, Buenos Aires, Tokyo, Barcelona, Budapest, Mosca, New York, Londra e Parigi. ( www. teatrorazero.com)

 

MARIAGRAZIA MARCON:  nata nel 1985, consegue brillantemente nel giugno 2008 il Diploma Accademico di I° livello in canto lirico sotto la guida di Silvia Da Ros presso il Conservatorio “B. Marcello” di Venezia. Da settembre 2008 studia composizione con il Maestro Daniele Zanettovich presso l’Istituto “A. Benvenuti” di Conegliano Veneto, grazie al quale ha conseguito la licenza inferiore di composizione nel settembre 2011 presso il Conservatorio “G. Tartini” di Trieste.

Nel luglio di quest’anno ha conseguito presso il Conservatorio “G. Tartini” di Trieste, il Triennio di primo livello in Composizione Corale e Direzione di Coro, sotto la guida del Maestro Adriano Martinolli. Ha seguito i master tenuti da G. Grun, S. Thorp e Filippo Maria Bressan in direzione corale. Nel maggio 2007 debutta nel ruolo di Sandrina nell’opera “La Cecchina” di Piccinni, al teatro Malibran di Venezia. Nel 2009, studia canto con il maestro Shermann Lowe e arriva in semifinale al Concorso di Castrocaro Terme.

Nel 2009 registra un cd di colonne sonore per il Maestro Gianni Ephrikian, con il quale ha effettuato numerosi concerti.

Nel 2010 ha eseguito in due concerti il Requiem di Cherubini con il MaestroRiccardo Muti.

Nel 2013 ha collaborato con il Coro FVG in qualità di aggiunta.

All’attività di cantante affianca quella di direttore di coro dirigendo il Coro Voci Bianche “Toti dal Monte” di Pieve di Soligo, la Corale “San Daniele” di Vittorio Veneto, e il coro MAI di Vittorio Veneto. Attualmente sta approfondendo lo studio del canto lirico con il soprano Gloria Paulizza presso l’Accademia di Canto Corale di Trieste. 

 

PAOLO CARRARO: Inizia lo studio del violoncello presso l’Istituto “A. Benvenuti” di Conegliano, diplomandosi brillantemente presso il Conservatorio “ B. Marcello” di Venezia nel 1997.

Nell’anno 2007 consegue il diploma accademico di secondo livello presso il Conservatorio “G. Tartini” di Trieste con il massimo dei voti.

Nel 2011 consegue l’abilitazione per l’insegnamento dello strumento nelle scuole medie presso il Conservatorio “G. Tartini” di Trieste.

Ha partecipato ai seguenti corsi di perfezionamento:

  • a Cascinette d’Ivrea e a Cuceglio con il Maestro Mosca;
  • a Castel di Sangro e a Rheinsberg con il Maestro Varshawsky;
  • a Levico terme con il Maestro Paul Szabo;
  • a Klagenfurt e a Feltre con il Maestro Zanin;
  • a Sacile con il Maestro Ormezowsky;
  • a Duino con il Trio di Parma

Nel 1993 vince una borsa di studio indetta dalla Comunità Europea per frequentare un corso di quartetto di 600 ore con il “Nuovo Quartetto Italiano”.

Collabora con varie formazioni orchestrali con le quali ha effettuato tournée in Austria, Francia, Germania, Slovenia, Croazia, Turchia, Grecia, Marocco, Egitto, Corsica, Svezia, Norvegia, Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca, Polonia, Ungheria, Russia, Cina, Giappone, Australia, Brasile, Giordania, Emirati Arabi.

Recentemente per la “Giornata del Ricordo” ha suonato a Roma presso il Quirinale alla presenza del Presidente della Repubblica.

Con l’Orchestra “A. L. Luchesi” ha inciso due cd con musiche di Luchesi;

con l’Orchestra “ Accademia Montelliana” ha inciso un cd con il tenore Giuseppe Giacomini;

con l’orchestra Accademia Veneta ha inciso un cd con le Serenate di Elgar, Fuchs e Wolf-Ferrari;

con il coro Stella Alpina un cd con musiche natalizie;

con l’orchestra di G. Ephrikian un cd con musica da film;

Con Donella Del Monaco due cd con musica di Paolo Troncon;

con il Maestro Sivilotti, un cd con la sua musica;

con Stefano Ianne cd con la sua musica;

con l’Orchestra Adriatica un cd con musica di Rota e Pessina       

E’ componente del Quartetto “Città di Treviso” con il quale ha inciso un cd con il cembalista E. Smith.

Dal 2004 fa parte dell’Orchestra Sinfonica del Friuli Venezia Giulia, con la quale dal 2008 ricopre il ruolo di concertino.

Oltre a collaborare con orchestre della zona e non, fa parte del “Trio da Ponte” e insegna violoncello presso la Scuola Media “Stefanini” di Treviso ad indirizzo musicale e la Scuola Media “Brustolon” di Conegliano. 

 

ARIS RAMUS: Aris, nato a Kisumu (Kenia), inizia a nove anni a studiare organo e fisarmonica, per diletto si esercita a suonare la batteria che lo porterà ad esibirsi già giovanissimo con una JAZZ BAND di quaranta elementi 

come batterista, suonando un repertorio di swing americani. Collabora per anni anche con diversi gruppi come tastierista.

Aris decide di formare un duo musicale con la cantante e pianista Rita Piaia così iniziano ad esibirsi nei locali della penisola "Caffè Paskowsky" di Firenze, "Casinò di Sanremo"

"Hotel Sheraton-Nicolaus" di Bari,  "El Toulà" di Cortina D'ampezzo, "all'Antico Martini" di Venezia, 

al "Ca' Bianca" locale storico di Milano, al "Blues Canal" nei navigli di Milano, alla "Sindrome" sempre nei navigli di Milano, al "Caffè Mozart" e "El Galeon" di Alassio...

Alcune puntate anche all'estero:  "Hotel Hammamet Serial" in Tunisia, in vari teatri in Russia 

ospiti all'Hotel "Le Royal Meridien National di Mosca" (di fronte alla Piazza Rossa), 

a Francoforte in Germania, nei vari Casinò  in Slovenia,  "all'Hilton di Cannes", a "Montecarlo"...              

 Mentre si esibiscono ad Alassio, vengono notati da Paolo Limiti e per tre anni faranno parte del  cast della trasmissione "Ci vediamo su RAI Uno" Rita come cantante ed Aris come pianista dell'orchestra RAI; Aris prende così il ruolo di arrangiatore, preparando prima il brano "Vai da lei" (scritto da Paolo Limiti e cantato da Rita ), che diventa la sigla del suddetto programma televisivo; suoi sono anche gli arrangiamenti delle sigle negli anni successivi ed il pre-arrangiamento di tutti i brani presenti nell'ultimo lavoro discografico 

di Manolo dei Gipsy King.

Continuando tuttora ad esibirsi nei locali, ampliano comunque la loro attività, soprattutto partecipando a feste private e conventions ( che li portano spesso a Mosca ) facendo anche da spalla ad artisti come,

Tony Dallara, Avion Travell,   Gigi Dalessio, Antonello Venditti, Gianna Nannini,   Alexia, Gianni Morandi,  Irene Grandi, i Pooh, Claudio Baglioni e, molti altri artisti famosi...

 

IL CONVITO MUSICALE:  il Gruppo si è formato nel 1981 fra amici, provenienti da esperienze musicali diverse.
Esegue musiche vocali e strumentali da intrattenimento del periodo Medievale e Rinascimentale scelte dal repertorio europeo proponendole in concerto, nei castelli e nelle piazze delle principali città murate italiane (Udine, Trieste, Castrocaro, Gradara, Ascoli Piceno, Monteriggioni, Siena, Certaldo, Firenze, Asolo, Venezia …) a commento di azioni di giocolieri e di giullari anche con pièces di propria creazione (Un cavalier di Spagna; Il mostro di Cimmeria…), per rallegrare cene medievali e mostre d’arte.
Collabora con compagnie teatrali (Teatro Orazero; Associazione Ruzante) eseguendo musiche di scena.

 A tutto questo affianca l’attività divulgativa nelle scuole elementari, medie e superiori.
Una sua singolare caratteristica è di avere le custo
die degli strumenti ed i leggii dipinti dall’artista Giani Sartor. 







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